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L'Unalat, Unione Nazionale Associazioni Produttori di Latte Bovino, conta vent'anni di storia. Vent'anni impiegati a lavorare per lo scopo che la fece nascere: la difesa e la tutela del latte italiano e dei produttori, la valorizzazione del latte bovino italiano.
Vent'anni in cui l'Unione ha affrontato questioni di vitale importanza, scaturite dal Regolamento CEE in merito alle “quote latte”, ma che ha prodotto rischi di discriminazioni tra i produttori. Ha dovuto affrontare tanti problemi: di etichettatura (denominazione “latte fresco”), di modernizzazione delle filiere, dell'organizzazione economica del settore, del prezzo del latte, dell'infinito iter legislativo...
Sempre più configurandosi come solida struttura di azione e di coordinamento, di indirizzo e di raccordo tra le Associazioni territoriali, le Istituzioni nazionali e i soggetti della filiera lattiero-casearia, l'Unalat ha impegnato fortemente coloro che si sono assunti la responsabilità di dirigerla, e sempre d'intesa con il Ministero dell'Agricoltura, con le Organizzazioni Professionali Agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Confcoltivatori, oggi CIA) e con la Cooperazione-Federlatte (oggi Fedagri-Confcooperative) e Anca LegaCoop (oggi LegaCoop Agroalimentare), ha siglato, dal 1993 al 2001, l'accordo Unalat/Assolatte per la determinazione del prezzo del latte (previsto dalla legge 88/88 sugli accordi interprofessionali); ha avviato programmi di monitoraggio di mercato con i Consorzi di Tutela del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano; ha promosso campagne di divulgazione sulla qualità del latte alimentare e i formaggi tradizionali; ha presentato programmi quadro per il “Miglioramento della qualità del latte”; ha rivelato quella straordinaria efficienza che vide, per la prima volta in Italia, non solo accolta l'istanza di abbandono dei produttori, ma ottenere il loro previsto indennizzo entro quattro mesi dalla data di presentazione delle domande!
E ancora, ha realizzato l'Anagrafe della produzione lattiera (istituita con la legge n. 48/1991), ha creato il periodico “Unalat informa”, ha avviato collaborazioni per studi di tipo statistico-economico con l'AIA e con l'Osservatorio del Latte di Cremona, si è dotata di un Centro Elaborazione Dati (CED), ha partecipato alla costituzione di INTERLAT (Associazione interprofessionale del settore lattiero-caseario), ha aderito alla Società di Studi Economici di Bologna Nomisma per affrontare i temi dell'Agroalimentare italiano, ha ampliato i suoi uffici, il suo organico e lavorato tanto ancora.
Ma Unalat non smette di guardare al futuro e si prefigge di perseguire il rafforzamento del potere contrattuale dei produttori e della loro capacità di fare mercato; di realizzare progetti come la certificazione di qualità, la tracciabilità della filiera, di rafforzare una maggiore sinergia con il mondo della trasformazione, della grande distribuzione, la ristorazione e i consumatori, di assicurare sempre tutta l'informazione necessaria ai propri associati. In una parola, di continuare a “crescere”. La difesa e la tutela del buon latte italiano e dei suoi produttori è la prima regola in assoluto che motiva l'impegno su più fronti dell'Unalat, a nome di tutto il settore.
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